La tazzina di Mr. T(ea)!

Chi me la regala? ![]()
La tazzina di Mr. T(ea)!

Chi me la regala? ![]()
Secondo me la moto è solo un mezzo di trasporto, un oggetto che mi porti dal punto A al punto B (e possibilmente anche da B ad A se A = casa) in un tempo e con un costo ragionevoli. E con un occhio alla comodità ed alla sicurezza.

Questa è la motivazione per cui mi sono comprato un Gilera Fuoco (amichevolmente soprannominato dai miei colleghi “ape rovesciata” per via delle sue 2 ruote anteriori).

Non mi interessa fare il figo in moto, la mia ape a tre ruote è un comodissima – un vero e proprio divano semovente – è sicuro anche sul bagnato, non mi devo curare delle marce e mi da l’impressione di essere su di un suv. Insomma, abbasso le moto, viva il Gilera Fuoco.
Unica menata è che per guidare questa meraviglia ho bisogno di prendere la patente A con una moto standard (a due ruote e con le merce per intenderci).
Ma perchè tutta questa lunga e menosa premessa? Oggi sono incazzato perchè esercitandomi nel fare l’8 mi sono rovesciato da fermo come un vecchio cretino. FUCK.
Oggi a pranzo ero a casa con circa mezzo kg di pasta di pane in frigo. Colto dall’ispirazione, ho deciso di farmi una pizza.

Ingredienti:
Procedimento:
Parafrasando il famoso motto “non si vive solo di pane”, vi voglio parlare della mia esperienza con i sigari.
Vi confesso che il mio primo approccio, 12 anni or sono, fu piuttosto devastante:
Ero un giovane Scout in un campo estivo, l’unico fumo che contemplavo (ed assaporavo tossendo come un vecchio catarroso) era quello del grande fuoco attorno al quale la sera ci riunivamo. Un giorno la nostra squadriglia, per una usanza scout di cui ignoro il nome, è stata mandata ad accamparsi in un paese per passarci la notte. La mattina seguente abbiamo fatto colazione nel classico baretto da paesino, quel tipo che fa da edicola, minimarket, bar e ritrovo per i pensionati autoctoni.
Vedo dei sigari Toscanelli … un po’ per fare scena, un po’ per curiosità li compro e lì fuori inizio a fumarli.
Ora come tutti sanno, i sigari sono come la pipa: si assaporano in bocca e non si buttano giù per gli alveoli polmonari come le sigarette. Ma il giovane Alessandro non sapeva questa regola elementare, per cui ha tranquillamente (non troppo in verità) buttato giù il fumo di 2 toscanelli atteggiandosi ad Hannibal Smith di A-Team: “Adoro i piani ben riusciti”.
Al momento dell’accensione del terzo, micidiale, toscanello assomigliavo per il colore in volto ad un altro personaggio della Tv di quegli anni: l’incredibile Hulk (con cui spartivo anche la voce rauca). Ho fatto in tempo a dire: “Ragazzi, forse quest’ultimo non dovevo accenderlo…”. Il finale è prevedibile. A detta del mio amico Francesco, non ha mai visto nessuno vomitare per tanto tempo in apnea come me in quell’infausta mattina.
I postumi sono stati così orribili da tenermi lontano da qualunque sorgente di fumo per la successiva decade.
… Segue nella prossima puntata
… grazie al regalo del mio collega Lago, alla mia collezione di pipe si sono aggiunti due pregevoli esemplari di artigianato cileno:

Grazie di nuovo Lago, due bottiglie di buon vino toscano sono già prenotate per te!
Scajola ha mollato, povera stella… ed ecco le sue affermazioni a caldo:
Ricordiamo (a parte questo scandalo edilizio) l’apporto che ha dato alla politica questo brillante ministro:
Il G8 di Genova e le polemiche
Sotto la sua gestione avvengono i Fatti del G8 di Genova del Luglio 2001. Dove l’Italia viene messa sotto accusa per le violenze delle forze dell’ordine, da Amnesty International e dal tribunale internazionale per i diritti dell’uomo Nel febbraio 2002, il ministro Scajola dichiarò in relazione all’organizzazione del G8 di avere autorizzato ad aprire il fuoco in caso di ingresso dei manifestanti nella zona rossa (“…Fui costretto a dare ordine di sparare se avessero sfondato la zona rossa”). Tali dichiarazioni suscitarono sconcerto e vivaci polemiche. Vittorio Agnoletto, portavoce del movimento no-global, chiese le dimissioni del ministro, sostenendo che le affermazioni di questi costituivano prova dell’esistenza di “un piano di repressione organizzato da governo, carabinieri e servizi segreti.”.[7] In seguito Scajola ritrattò, definendo “non del tutto propria sotto il profilo giuridico e approssimativa se estrapolata dal contesto” la dichiarazione da egli stesso rilasciata e affermando di non aver mai dato ordine alle forze dell’ordine di aprire il fuoco sui manifestanti
Il caso Biagi e le dimissioni
Nel 2002 venne assassinato il professore universitario Marco Biagi, consulente del governo. Scajola finì al centro di polemiche poiché il ministero da lui diretto aveva tolto la scorta a Marco Biagi nonostante questi avesse manifestato preoccupazione per la propria vita. Il 30 giugno 2002 il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore pubblicarono una chiacchierata tra Scajola (in visita ufficiale a Cipro) e alcuni giornalisti.« A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull’ articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte». E a questo punto il ministro sorprende i presenti quando gli viene detto che Biagi era comunque una figura centrale nel dialogo sociale: protagonista del patto di Milano, coautore del Libro Bianco, consulente del ministero del Welfare, della Cisl, della Confindustria. C’è un attimo di silenzio, Scajola volta le spalle, si blocca, azzarda: «Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza. »Tali affermazioni (in particolare l’ultima frase) inasprirono le polemiche e portarono alle dimissioni di Scajola il 4 luglio 2002.
Il caso Alitalia
Scajola era ministro dell’Interno da qualche mese quando l’Alitalia affidò ai propri manager il compito di studiare l’istituzione di un volo quotidiano dall’aeroporto di Albenga (33 chilometri da Imperia, città natale del ministro e suo collegio elettorale) a quello di Roma Fiumicino. La nuova rotta, anche grazie all’interessamento del ministro, entrò in funzione Il 17 maggio 2002 e il nuovo collegamento venne presentato ufficialmente dall’amministratore delegato dell’Alitalia Francesco Mengozzi e dal ministro dell’Interno Claudio Scajola. Ma con la stessa velocità con cui era stato istituito, il collegamento diretto Albenga-Fiumicino venne soppresso dall’Alitalia poco dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale. L’ex deputato di Rifondazione comunista Gigi Malabarba presentò una interrogazione parlamentare affermando che il massimo storico di passeggeri registrati su quel volo era stato di 18 unità. “Era un volo ad personam per il ministro Scajola”, sottolineò. Poco dopo il rientro di Scajola al governo, questa volta come ministro per l’attuazione del Programma (28 agosto 2003), ricomparve anche il volo ma non più tra le rotte di Alitalia, bensì con Air One, in regime di continuità territoriale con i contributi dello Stato: un milione di euro che il governo Berlusconi aveva messo a disposizione dei collegamenti aerei fra le aree più “decentrate”, ma anche il volo Air One in seguito venne cancellato nel 2007, quando Scajola non era più al Governo.[12] Nel Governo Berlusconi IV Scajola è ministro delle attività produttive ed il volo Albenga-Fiumicino viene ripristinato.
[Tratto da Wikipedia]
Che dite ci mancherà?