Posted on May 5, 2010

I miei sigari…

Parafrasando il famoso motto “non si vive solo di pane”, vi voglio parlare della mia esperienza con i sigari.
Vi confesso che il mio primo approccio, 12 anni or sono, fu piuttosto devastante:

Ero un giovane Scout in un campo estivo, l’unico fumo che contemplavo (ed assaporavo tossendo come un vecchio catarroso) era quello del grande fuoco attorno al quale la sera ci riunivamo. Un giorno la nostra squadriglia, per una usanza scout di cui ignoro il nome, è stata mandata ad accamparsi in un paese per passarci la notte. La mattina seguente abbiamo fatto colazione nel classico baretto da paesino, quel tipo che fa da edicola, minimarket, bar e ritrovo per i pensionati autoctoni.
Vedo dei sigari Toscanelli … un po’ per fare scena, un po’ per curiosità li compro e lì fuori inizio a fumarli.
Ora come tutti sanno, i sigari sono come la pipa: si assaporano in bocca e non si buttano giù per gli alveoli polmonari come le sigarette. Ma il giovane Alessandro non sapeva questa regola elementare, per cui ha tranquillamente (non troppo in verità) buttato giù il fumo di 2 toscanelli atteggiandosi ad Hannibal Smith di A-Team: “Adoro i piani ben riusciti”.
Al momento dell’accensione del terzo, micidiale, toscanello assomigliavo per il colore in volto ad un altro personaggio della Tv di quegli anni: l’incredibile Hulk (con cui spartivo anche la voce rauca). Ho fatto in tempo a dire: “Ragazzi, forse quest’ultimo non dovevo accenderlo…”. Il finale è prevedibile. A detta del mio amico Francesco, non ha mai visto nessuno vomitare per tanto tempo in apnea come me in quell’infausta mattina.
I postumi sono stati così orribili da tenermi lontano da qualunque sorgente di fumo per la successiva decade.


… Segue nella prossima puntata